Un post a 360° sulle penalizzazioni — Lettura in 5 Min

Le penalizzazioni: cosa sono e come risolverle

Un post a 360° sulle penalizzazioni — Lettura in 5 Min

Le penalizzazioni: cosa sono e come risolverle

Le penalizzazioni, uno dei temi capitali del digital marketing

Cosa sono le penalizzazioni? Quali sono le cause del loro verificarsi? Cosa è possibile fare per un sito che ne è vittima? In questo blog post ti offriamo una panoramica su uno dei temi più scottanti per un digital marketer o un SEO manager (e per approfondire, ecco l’intervista al nostro responsabile SEO Andrea Santo Sabato, di cui questo post costituisce una sintesi).

Che cosa sono le penalizzazioni

Il tema delle penalizzazioni (penalties) da parte del motore di ricerca più importante del mondo, Google, è cruciale per chiunque si occupi di digital marketing in generale, e di SEO in particolare. Ma cos’è una penalizzazione di Google, in estrema sintesi? È la manifestazione di una “punizione” inflitta al posizionamento, e dunque alla visibilità, di un sito o comunque di una risorsa web. Un vero e proprio declassamento nella SERP, una retrocessione a fronte di un upgrade e di aggiornamenti apportati ai propri algoritmi da Google.

Le penalizzazioni, uno dei temi capitali del digital marketing

Cosa sono le penalizzazioni? Quali sono le cause del loro verificarsi? Cosa è possibile fare per un sito che ne è vittima? In questo blog post ti offriamo una panoramica su uno dei temi più scottanti per un digital marketer o un SEO manager (e per approfondire, ecco l’intervista al nostro responsabile SEO Andrea Santo Sabato, di cui questo post costituisce una sintesi).

Che cosa sono le penalizzazioni

Il tema delle penalizzazioni (penalties) da parte del motore di ricerca più importante del mondo, Google, è cruciale per chiunque si occupi di digital marketing in generale, e di SEO in particolare. Ma cos’è una penalizzazione di Google, in estrema sintesi? È la manifestazione di una “punizione” inflitta al posizionamento, e dunque alla visibilità, di un sito o comunque di una risorsa web. Un vero e proprio declassamento nella SERP, una retrocessione a fronte di un upgrade e di aggiornamenti apportati ai propri algoritmi da Google.

Gravissima penalizzazione ripetitiva

Com’è noto, infatti, il boom di risorse da indicizzare (perché il web è sempre più importante dal punto di vista economico, sociale, culturale e politico, e questo si traduce, per Google, in miliardi di URI, unique resource identifier, da crawlare ogni anno) ha fatto impennare la complessità dell’universo del web in modo esponenziale. E non tutti danno un contributo positivo: per esempio, ogni giorno Google scopre 25 miliardi di pagine di spam!

La “corsa a scalare la SERP”, e quindi a far apparire il proprio sito in cima alla pagina dei risultati della query è diventata spasmodica, con un’intensità (se è concesso il paragone) comparabile alla corsa agli armamenti tra Stati Uniti e Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. La “corsa a scalare la SERP”, tuttavia, non è irrazionale: arrivare in vetta arreca immensi benefici, in termini commerciali e reputazionali; basti solo pensare alle enormi potenzialità di conversion e lead generation per un sito o un e-commerce in prima posizione organica per una determinata keyword.

Purtroppo c’è chi cerca di scalare la SERP in modo non-etico e comunque poco rispettoso degli internauti. E proprio per contrastare fenomeni derivanti dall’attuazione di tecniche di ottimizzazione dei siti e degli e-commerce non-naturali (bad SEO), eccessive e/o aggressive, Google periodicamente aggiorna i suoi algoritmi, in modo da riuscire a gestire, processare, comprendere e catalogare le risorse web in modo più efficace e fornire, alle query degli utenti, risposte più coerenti e pertinenti. Gli aggiornamenti in questione sono centinaia, e riguardano le decine e decine di algoritmi che fanno funzionare Google, ciascuno dei quali dedicato a e differenziato funzionalmente per uno specifico compito e scopo.

Le penalizzazioni, quindi, vanno intese come gli effetti negativi subiti da una risorsa web a fronte di un aggiornamento dell’algoritmo di Google, esiste un’autentica summa divisio.

Vi sono le penalizzazioni algoritmiche, che sono quel fenomeno legato direttamente al declassamento del Trust a fronte di un aggiornamento dell’algoritmo, e che vanno a incidere direttamente sulla visibilità in SERP rispetto a determinate keyword.

Vi sono le penalizzazioni manuali, che sono invece il risultato di azioni rivolte a un ben preciso nome a dominio; tali azioni sono condotte dai Googlers e dagli Human Tester di Google, e talvolta (ma, è bene sottolinearlo, solo talvolta) sono riportate nella proprietà della Search Console dei portali presi in esame alla voce Azioni Manuali.

Com’è noto, infatti, il boom di risorse da indicizzare (perché il web è sempre più importante dal punto di vista economico, sociale, culturale e politico, e questo si traduce, per Google, in miliardi di URI, unique resource identifier, da crawlare ogni anno) ha fatto impennare la complessità dell’universo del web in modo esponenziale. E non tutti danno un contributo positivo: per esempio, ogni giorno Google scopre 25 miliardi di pagine di spam!

La “corsa a scalare la SERP”, e quindi a far apparire il proprio sito in cima alla pagina dei risultati della query è diventata spasmodica, con un’intensità (se è concesso il paragone) comparabile alla corsa agli armamenti tra Stati Uniti e Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. La “corsa a scalare la SERP”, tuttavia, non è irrazionale: arrivare in vetta arreca immensi benefici, in termini commerciali e reputazionali; basti solo pensare alle enormi potenzialità di conversion e lead generation per un sito o un e-commerce in prima posizione organica per una determinata keyword.

Purtroppo c’è chi cerca di scalare la SERP in modo non-etico e comunque poco rispettoso degli internauti. E proprio per contrastare fenomeni derivanti dall’attuazione di tecniche di ottimizzazione dei siti e degli e-commerce non-naturali (bad SEO), eccessive e/o aggressive, Google periodicamente aggiorna i suoi algoritmi, in modo da riuscire a gestire, processare, comprendere e catalogare le risorse web in modo più efficace e fornire, alle query degli utenti, risposte più coerenti e pertinenti. Gli aggiornamenti in questione sono centinaia, e riguardano le decine e decine di algoritmi che fanno funzionare Google, ciascuno dei quali dedicato a e differenziato funzionalmente per uno specifico compito e scopo.

Le penalizzazioni, quindi, vanno intese come gli effetti negativi subiti da una risorsa web a fronte di un aggiornamento dell’algoritmo di Google, esiste un’autentica summa divisio.

Vi sono le penalizzazioni algoritmiche, che sono quel fenomeno legato direttamente al declassamento del Trust a fronte di un aggiornamento dell’algoritmo, e che vanno a incidere direttamente sulla visibilità in SERP rispetto a determinate keyword.

Vi sono le penalizzazioni manuali, che sono invece il risultato di azioni rivolte a un ben preciso nome a dominio; tali azioni sono condotte dai Googlers e dagli Human Tester di Google, e talvolta (ma, è bene sottolinearlo, solo talvolta) sono riportate nella proprietà della Search Console dei portali presi in esame alla voce Azioni Manuali.

Le pratiche meritevoli di penalizzazione

Ma cosa spinge il motore di ricerca a considerare una risorsa o un sito web “meritevole” di subire un downgrade di visibilità o declassamento? La risposta (non esaustiva, dato che la molteplicità dei casi fenomenologici è davvero molto vasta) è la seguente: la punizione arriva quando si riscontra l’adozione di tecniche e attività considerate dal motore di ricerca come pratiche di ottimizzazione “forzate”, “ingannevoli” e “non naturali” definite anche tecniche “Black Hat”. Tali pratiche sono identificate e condannate nelle policy e best practices delle linee-guida ufficiali di Google.

Come proteggere un sito web da una penalizzazione?

Non esiste al mondo team di SEO che non tema gli upgrade e gli aggiornamenti di Google, specie quando le pratiche di ottimizzazione adottate nella storia del portale web non sono integralmente naturali e lecite. Il team di Natural index Group vanta una lunga esperienza nella gestione del rientro da una penalizzazione per portali che si sono rivolti al gruppo quando vi sono incorsi. Per tutti i progetti che Natural index Group segue da tempo non si sono mai verificate. A oggi, per tutti i portali che Natural index Group supporta, non si sono mai verificate penalizzazioni in corrispondenza dei core update (ossia le modifiche sostanziali alle strutture del motore di ricerca).

Tendenzialmente le domande più comuni che i nostri clienti ci rivolgono sono:

“Posso proteggere il mio progetto prevenendo una potenziale penalizzazione?”

“Sono stato declassato. Come posso recuperare?”

“Come faccio a sapere se sono stato declassato?”

In caso di possibile declassamento, la prassi di Natural index Group è la seguente: si procede ad analizzare il traffico del sito attraverso Analytics o sistemi di tracciamento, e se sono a disposizione anche strumenti di monitoraggio del tracking si verifica se il portale ha subito reali fluttuazioni e si controllano gli andamenti di determinate keyword. Quindi si procede a capire se sussistono problemi di natura tecnica legati al sito, e parallelamente se si sono verificati cambiamenti della SERP e delle ricerche legate alla stagionalità. Grazie a Search Console si ottiene una overview generale su KPI che possono fornire elementi preziosi per una comprensione più approfondita: CTR e Impression, l’average dei posizionamenti medi confrontandoli con le basi di dati storici; si simulano inoltre la scansione con dei software di crawling per capire se il sito è idoneo a una scansione da parte dei bot di Google, si analizzano i log del web server, si controllano con Google Lighthouse e con Page Speed Insight i vari fattori di performance, si analizzano i backlink, i tag e tutti i fattori on-page e off-page che potrebbero indurre a pensare che il sito sia incappato in una penalizzazione.

Purtroppo non esistono fonti esterne per capire se il sito web ha subito una penalizzazione di tipo algoritmo. Se invece il sito ha subito una penalizzazione manuale essa verrà riportata in Search Console nella sezione Azioni Manuali. In questo caso sarà possibile comprendere la ragione della penalizzazione e, una volta risolto/i il/i problema/i sarà possibile inviare al team di Google una richiesta di riconsiderazione.

È buona norma, nel caso il proprio sito subisca una penalizzazione, rivolgersi a un’agenzia di SEO con esperienza nella gestione di simili casistiche e una profonda conoscenza delle dinamiche evolutive degli algoritmi del motore di ricerca, che possa coadiuvare l’azienda nel percorso. È necessaria un’investigazione articolata e complessa, che richiede la capacità di individuare i segnali indiretti della problematica, e sulla base di tali segnali costruire scenari e ipotesi di lavoro fattibili. Di solito per le penalizzazioni dovute a Filtri i tempi di recupero, a seguito degli opportuni correttivi, sono molto veloci (anche dopo 48 ore), mentre per le penalizzazioni manuali i tempi sono collegati alla presa in carico e al controllo manuale delle modifiche apportate. Per le penalizzazioni algoritmiche, invece, si dovrà attendere il rilascio di un nuovo core update.

Temi che il tuo sito abbia subito una penalizzazione? Natural index Group può offrirti tutto il supporto necessario.

penalizzazione media con buona ripresa

Le pratiche meritevoli di penalizzazione

Ma cosa spinge il motore di ricerca a considerare una risorsa o un sito web “meritevole” di subire un downgrade di visibilità o declassamento? La risposta (non esaustiva, dato che la molteplicità dei casi fenomenologici è davvero molto vasta) è la seguente: la punizione arriva quando si riscontra l’adozione di tecniche e attività considerate dal motore di ricerca come pratiche di ottimizzazione “forzate”, “ingannevoli” e “non naturali” definite anche tecniche “Black Hat”. Tali pratiche sono identificate e condannate nelle policy e best practices delle linee-guida ufficiali di Google.

Come proteggere un sito web da una penalizzazione?

Non esiste al mondo team di SEO che non tema gli upgrade e gli aggiornamenti di Google, specie quando le pratiche di ottimizzazione adottate nella storia del portale web non sono integralmente naturali e lecite. Il team di Natural index Group vanta una lunga esperienza nella gestione del rientro da una penalizzazione per portali che si sono rivolti al gruppo quando vi sono incorsi. Per tutti i progetti che Natural index Group segue da tempo non si sono mai verificate. A oggi, per tutti i portali che Natural index Group supporta, non si sono mai verificate penalizzazioni in corrispondenza dei core update (ossia le modifiche sostanziali alle strutture del motore di ricerca).

Tendenzialmente le domande più comuni che i nostri clienti ci rivolgono sono:

“Posso proteggere il mio progetto prevenendo una potenziale penalizzazione?”

“Sono stato declassato. Come posso recuperare?”

“Come faccio a sapere se sono stato declassato?”

In caso di possibile declassamento, la prassi di Natural index Group è la seguente: si procede ad analizzare il traffico del sito attraverso Analytics o sistemi di tracciamento, e se sono a disposizione anche strumenti di monitoraggio del tracking si verifica se il portale ha subito reali fluttuazioni e si controllano gli andamenti di determinate keyword. Quindi si procede a capire se sussistono problemi di natura tecnica legati al sito, e parallelamente se si sono verificati cambiamenti della SERP e delle ricerche legate alla stagionalità. Grazie a Search Console si ottiene una overview generale su KPI che possono fornire elementi preziosi per una comprensione più approfondita: CTR e Impression, l’average dei posizionamenti medi confrontandoli con le basi di dati storici; si simulano inoltre la scansione con dei software di crawling per capire se il sito è idoneo a una scansione da parte dei bot di Google, si analizzano i log del web server, si controllano con Google Lighthouse e con Page Speed Insight i vari fattori di performance, si analizzano i backlink, i tag e tutti i fattori on-page e off-page che potrebbero indurre a pensare che il sito sia incappato in una penalizzazione.

Purtroppo non esistono fonti esterne per capire se il sito web ha subito una penalizzazione di tipo algoritmo. Se invece il sito ha subito una penalizzazione manuale essa verrà riportata in Search Console nella sezione Azioni Manuali. In questo caso sarà possibile comprendere la ragione della penalizzazione e, una volta risolto/i il/i problema/i sarà possibile inviare al team di Google una richiesta di riconsiderazione.

È buona norma, nel caso il proprio sito subisca una penalizzazione, rivolgersi a un’agenzia di SEO con esperienza nella gestione di simili casistiche e una profonda conoscenza delle dinamiche evolutive degli algoritmi del motore di ricerca, che possa coadiuvare l’azienda nel percorso. È necessaria un’investigazione articolata e complessa, che richiede la capacità di individuare i segnali indiretti della problematica, e sulla base di tali segnali costruire scenari e ipotesi di lavoro fattibili. Di solito per le penalizzazioni dovute a Filtri i tempi di recupero, a seguito degli opportuni correttivi, sono molto veloci (anche dopo 48 ore), mentre per le penalizzazioni manuali i tempi sono collegati alla presa in carico e al controllo manuale delle modifiche apportate. Per le penalizzazioni algoritmiche, invece, si dovrà attendere il rilascio di un nuovo core update.

Temi che il tuo sito abbia subito una penalizzazione? Natural index Group può offrirti tutto il supporto necessario.