Conversazione con Chiara Jlenia Ventura — Lettura in 9 Min

Centodieci: il progetto per la community di Banca Mediolanum

Conversazione con Chiara Jlenia Ventura — Lettura in 9 Min

Centodieci: il progetto per la community di Banca Mediolanum

Con le riaperture di questi giorni e il progressivo ritorno alla normalità, la voglia di creare, innovare, tradurre in concretezza mesi e mesi di progetti è altissima. E in questo blogpost parleremo di una realtà che ha fatto dell’innovazione e della concretezza i suoi cavalli di battaglia: Centodieci, della Mediolanum Corporate University.

Centodieci è un progetto pensato per offrire alla Community di Banca Mediolanum risorse e strumenti utili per innovare nella propria attività; un open space di cultura del pensiero e del confronto, di apprendimento, di stimolo e di ispirazione.

È con grande piacere che incontriamo Chiara Jlenia Ventura, promotrice delle Iniziative per Centodieci. Imprenditrice d’arte e responsabile del progetto Centodieci, Chiara ci racconta come le iniziative culturali dell’ultimo anno si siano spostate con successo verso il digitale, e quale sia stato il tipo di contenuti e di organizzazione ideati da Centodieci per non perdere il contatto con la propria community.

Con le riaperture di questi giorni e il progressivo ritorno alla normalità, la voglia di creare, innovare, tradurre in concretezza mesi e mesi di progetti è altissima. E in questo blogpost parleremo di una realtà che ha fatto dell’innovazione e della concretezza i suoi cavalli di battaglia: Centodieci, della Mediolanum Corporate University.

Centodieci è un progetto pensato per offrire alla Community di Banca Mediolanum risorse e strumenti utili per innovare nella propria attività; un open space di cultura del pensiero e del confronto, di apprendimento, di stimolo e di ispirazione.

È con grande piacere che incontriamo Chiara Jlenia Ventura, promotrice delle Iniziative per Centodieci. Imprenditrice d’arte e responsabile del progetto Centodieci, Chiara ci racconta come le iniziative culturali dell’ultimo anno si siano spostate con successo verso il digitale, e quale sia stato il tipo di contenuti e di organizzazione ideati da Centodieci per non perdere il contatto con la propria community.

Buongiorno Chiara. Prima di tutto, potresti per favore presentarti ai nostri lettori?

Con piacere. Mi sono laureata in scienze dell’educazione con un focus sui progetti formativi. Da diciotto anni lavoro a fianco del Gruppo Mediolanum. Ho seguito il progetto fin dai suoi esordi, ormai tredici anni fa. Si è trattato di un progetto innovativo di startup che ha dato vita alla Mediolanum Corporate University. Per realizzarla ci siamo basati sul modello di eccellenza americano…anzi ci siamo recati davvero negli Stati Uniti, per “studiare” sul campo le Corporate Universities, e lo stile formativo utilizzato con maggior successo oltreoceano.

Beh non male come viaggio…qual era il vostro obiettivo?

Il nostro obiettivo era quello di creare un luogo di formazione dove far interagire realtà tra loro trasversali, dal mondo universitario sino al cliente finale. A tale scopo abbiamo creato l’istituto educativo di Banca Mediolanum, la cui mission è quella di custodire e tramandare i valori che hanno reso grande l’azienda. Una sorta di impresa nell’impresa per formare professionisti d’eccellenza nella relazione con il cliente, nella pianificazione patrimoniale e successoria delle famiglie, nella consulenza finanziaria e nella gestione del risparmio, e che coinvolge oltre cento docenti tra manager, consulenti d’azienda e docenti universitari.

Quindi, se ben capisco, la Mediolanum Corporate University è un servizio offerto ai vostri correntisti per accrescere la loro educazione economico-finanziaria…

Si, esatto, ma non solo. In primis ai nostri collaboratori. Crediamo fortemente che la condivisione di valori, esperienze e conoscenze sia lo strumento più̀ efficace per la crescita e lo sviluppo dell’individuo, delle relazioni e, quindi, anche della nostra società̀.

E l’attività di Centodieci dove si colloca all’interno di questo scenario?

Centodieci è un progetto ad-hoc interno alla Mediolanum Corporate University, pensato per offrire a manager, imprenditori e studenti risorse e strumenti utili per innovare nella propria attività̀. Vuole essere un open space di cultura del pensiero e del confronto, di apprendimento, di stimolo e di ispirazione che pone il capitale umano al centro. In fondo, cambiare è possibile se lo si desidera davvero ma anche se vengono forniti gli stimoli e gli strumenti giusti per creare la situazione ideale di cambiamento. Centodieci vuole servire proprio a questo.

Ci racconti come si è strutturato il progetto?

Tutto è nato con la Mediolanum Corporate University a cui è stato conferito il titolo di seconda miglior Corporate University al mondo, nel 2007, a Parigi per la sua capacità di trasmettere valori. Questa menzione è stata per noi un motivo di grande soddisfazione. Abbiamo infatti presentato un progetto che prevedeva la realizzazione di un museo attraverso cimeli recuperati dai nostri Family Bankers. Raccontare i valori di una banca attraverso un museo non è facile. Non abbiamo un prodotto fisico da esporre quindi siamo andati a ricercare la nostra storia, valori, DNA raccontati attraverso 1000 cimeli recuperati.

E come siete riusciti a mettere insieme tutti questi oggetti da esporre?

Abbiamo fatto una Call to Action rivolta ai nostri Family Bankers. La risposta è stata sbalorditiva. E devo riconoscere che grazie al conferimento del premio abbiamo preso forza e consapevolezza della responsabilità di dover continuare a comunicare gli aspetti valoriali legati alla nostra banca.

Cosa è successo in seguito?

Abbiamo gestito il progetto in questo modo: all’inizio abbiamo pensato e ideato dei mini-format destinati ai nostri clienti che sono stati inseriti e presentati all’interno di un catalogo generale, diviso in sotto sezioni, in modo da differenziare gli eventi valoriali da quelli tecnico-commerciali in aggiunta ad altri di tipo esperienziale, legati al mondo del food & wine per esempio. La risposta degli utenti è stata buona sin da subito, quindi abbiamo deciso di aprire un corporate blog, che potesse essere un punto di incontro da cui veicolare la cultura e i valori della banca.

Mi fai un esempio di vostro evento di successo?

Certo. Per esempio siamo partiti con un format chiamato “Centodieci a Ispirazione” ovvero degli incontri con personaggi portatori di una dimensione valoriale molto alta. Per esempio Tara Ghandi ha messo in scena in teatro un racconto intimo di com’è stato crescere con il nonno Mahatma Ghandi ed essere educata fin da piccola ai grandi valori della pace. O ancora, Patch Adams, candidato Nobel per la Pace, ha girato con noi per oltre quaranta ospedali in Italia.

Buongiorno Chiara. Prima di tutto, potresti per favore presentarti ai nostri lettori?

Con piacere. Mi sono laureata in scienze dell’educazione con un focus sui progetti formativi. Da diciotto anni lavoro a fianco del Gruppo Mediolanum. Ho seguito il progetto fin dai suoi esordi, ormai tredici anni fa. Si è trattato di un progetto innovativo di startup che ha dato vita alla Mediolanum Corporate University. Per realizzarla ci siamo basati sul modello di eccellenza americano…anzi ci siamo recati davvero negli Stati Uniti, per “studiare” sul campo le Corporate Universities, e lo stile formativo utilizzato con maggior successo oltreoceano.

Beh non male come viaggio…qual era il vostro obiettivo?

Il nostro obiettivo era quello di creare un luogo di formazione dove far interagire realtà tra loro trasversali, dal mondo universitario sino al cliente finale. A tale scopo abbiamo creato l’istituto educativo di Banca Mediolanum, la cui mission è quella di custodire e tramandare i valori che hanno reso grande l’azienda. Una sorta di impresa nell’impresa per formare professionisti d’eccellenza nella relazione con il cliente, nella pianificazione patrimoniale e successoria delle famiglie, nella consulenza finanziaria e nella gestione del risparmio, e che coinvolge oltre cento docenti tra manager, consulenti d’azienda e docenti universitari.

Quindi, se ben capisco, la Mediolanum Corporate University è un servizio offerto ai vostri correntisti per accrescere la loro educazione economico-finanziaria…

Si, esatto, ma non solo. In primis ai nostri collaboratori. Crediamo fortemente che la condivisione di valori, esperienze e conoscenze sia lo strumento più̀ efficace per la crescita e lo sviluppo dell’individuo, delle relazioni e, quindi, anche della nostra società̀.

E l’attività di Centodieci dove si colloca all’interno di questo scenario?

Centodieci è un progetto ad-hoc interno alla Mediolanum Corporate University, pensato per offrire a manager, imprenditori e studenti risorse e strumenti utili per innovare nella propria attività̀. Vuole essere un open space di cultura del pensiero e del confronto, di apprendimento, di stimolo e di ispirazione che pone il capitale umano al centro. In fondo, cambiare è possibile se lo si desidera davvero ma anche se vengono forniti gli stimoli e gli strumenti giusti per creare la situazione ideale di cambiamento. Centodieci vuole servire proprio a questo.

Ci racconti come si è strutturato il progetto?

Tutto è nato con la Mediolanum Corporate University a cui è stato conferito il titolo di seconda miglior Corporate University al mondo, nel 2007, a Parigi per la sua capacità di trasmettere valori. Questa menzione è stata per noi un motivo di grande soddisfazione. Abbiamo infatti presentato un progetto che prevedeva la realizzazione di un museo attraverso cimeli recuperati dai nostri Family Bankers. Raccontare i valori di una banca attraverso un museo non è facile. Non abbiamo un prodotto fisico da esporre quindi siamo andati a ricercare la nostra storia, valori, DNA raccontati attraverso 1000 cimeli recuperati.

E come siete riusciti a mettere insieme tutti questi oggetti da esporre?

Abbiamo fatto una Call to Action rivolta ai nostri Family Bankers. La risposta è stata sbalorditiva. E devo riconoscere che grazie al conferimento del premio abbiamo preso forza e consapevolezza della responsabilità di dover continuare a comunicare gli aspetti valoriali legati alla nostra banca.

Cosa è successo in seguito?

Abbiamo gestito il progetto in questo modo: all’inizio abbiamo pensato e ideato dei mini-format destinati ai nostri clienti che sono stati inseriti e presentati all’interno di un catalogo generale, diviso in sotto sezioni, in modo da differenziare gli eventi valoriali da quelli tecnico-commerciali in aggiunta ad altri di tipo esperienziale, legati al mondo del food & wine per esempio. La risposta degli utenti è stata buona sin da subito, quindi abbiamo deciso di aprire un corporate blog, che potesse essere un punto di incontro da cui veicolare la cultura e i valori della banca.

Mi fai un esempio di vostro evento di successo?

Certo. Per esempio siamo partiti con un format chiamato “Centodieci a Ispirazione” ovvero degli incontri con personaggi portatori di una dimensione valoriale molto alta. Per esempio Tara Ghandi ha messo in scena in teatro un racconto intimo di com’è stato crescere con il nonno Mahatma Ghandi ed essere educata fin da piccola ai grandi valori della pace. O ancora, Patch Adams, candidato Nobel per la Pace, ha girato con noi per oltre quaranta ospedali in Italia.

Davvero dei testimonial di eccezione…

Si. Poi nel corso degli anni, e ancora adesso, stiamo inserendo anche temi più generali come l’arte, l’innovazione e la sostenibilità, sempre e comunque temi vicini al mondo della banca.

Come si sviluppa la proposta culturale Centodieci?

Principalmente attraverso due modalità: eventi sul territorio e un magazine online disponibile sul portale centodieci.it, che veicola in maniera trasversale il bagaglio di valori intangibili di Banca Mediolanum.

Che tipo di linea editoriale seguite?

Al momento della sua creazione abbiamo optato per una linea editoriale multi-autore. Ad oggi, sono ben ottantasette le persone che creano contenuti per il nostro blog. Mi piace sottolineare l’idea di persona per ribadire la relazione umana che abbiamo con i nostri writers. La linea editoriale è incentrata sul life-hacking con articoli inediti e destinati a ispirare un miglioramento tangibile nella vita del lettore.

Un organigramma orizzontale quindi?

Si, decisamente. Quando abbiamo debuttato nel 2014 gli autori erano sedici. I format due o tre. Oggi siamo arrivati ad avere una rosa, come dicevo, di ottantasette autori attivi i cui contributi sono scelti accuratamente dalla nostra redazione. I format in catalogo allo stato attuale sono quarantacinque, e spaziano dall’arte all’innovazione, dalla sostenibilità, ai valori e alla cultura in generale. Il COVID ha dato un’ulteriore spinta e visibilità al nostro processo di digitalizzazione permettendoci di mantenere una relazione, seppur a distanza, con la nostra audience.

Già che ne parliamo: cos’è successo alla vostra community fisica durante il periodo di confinamento da COVID?

Abbiamo cercato, per quanto possibile, di dirottarla sul digitale. Non ti nego che abbiamo avuto qualche difficoltà tecnica. Tuttavia devo ammettere che la nostra campagna di comunicazione e le nostre proposte culturali sono state piuttosto efficaci anche digitalmente.

Quindi possiamo dire che il digitale ha giocato un ruolo chiave in questo periodo…

Fondamentale. Ci ha permesso non solo di mantenere una relazione con la nostra comunità ma anche di farci portatori, attraverso i nostri autori, di messaggi positivi. Penso, per esempio, a coloro che hanno pubblicato pezzi estremamente rilevanti sulla gestione dello stress o su tematiche molto attuali come lo smart working o la didattica a distanza. I nostri articoli hanno come comune denominatore l’intento di essere propositivi e di vedere il cambiamento sempre in ottica positiva e proattiva.

Specialmente nel corso del primo lockdown, durante la primavera 2020, una chiave di lettura all’insegna della proattività e del reagire in modo smart alla situazione di estrema difficoltà era davvero molto importante. Forse siete stati anche una voce fuori dal coro.

È stato il nostro punto di forza. Siamo stati molto reattivi, e nonostante la situazione difficile abbiamo chiamato a raccolta in brevissimo tempo tutta la nostra rete di contatti, rielaborando e riadattando al digitale una vasta alternativa di eventi da offrire ai nostri clienti. Siamo stati anche un po’ fortunati rispetto ad altri in quanto eravamo già solidamente presenti in digitale.

centodieci-eventi

Come vi siete avvicinati a Natural index Group?

L’incontro con voi nasce dall’idea di rivedere tutte le logiche del nostro sito, di migliorarlo e di renderlo maggiormente visibile. I vostri SEO experts ci hanno seguito in un lavoro di pulizia e raffinamento del portale, aiutandoci a rafforzare le sue cinque categorie (Ispirazione, Innovazione, Creatività, Formazione, Tecnologia). Era la prima volta dopo anni di attività online che ci affidavamo a degli esperti SEO, e questo ci ha consentito anche di imparare e di comprendere la metodologia che viene applicata al momento dell’ottimizzazione, ad esempio per quanto concerne le keywords e il loro criterio di scelta. Devo dire che ci siamo trovati molto bene fin da subito, e che già dopo i primi mesi dal vostro affiancamento si sono iniziati a vedere i risultati.

Un format che hai particolarmente a cuore e che ti senti di consigliare ai nostri lettori?

Io sono una grande appassionata d’arte (pensa che sto prendendo una seconda laurea in Beni Culturali) e sono molto favorevole all’inserimento dell’arte, per esempio quadri e sculture, all’interno dei luoghi di lavoro. Centodieci ha organizzato negli anni scorsi piccole mostre e vernissages all’interno di vari uffici in giro per l’Italia, che si sono trasformati in luoghi d’arte e d’incontro per un giorno. In parallelo, sul sito abbiamo ideato un palinsesto dove ad oggi abbiamo diversi video e racconti autoriali. Il nostro obiettivo in questo caso è di rompere gli schemi pur mantenendo la tradizione.

E poi ci sono i format che avete ideato durante il lockdown…quali hanno riscosso maggior successo?

Con Daniele Stefani, cantautore italiano presente da anni nella nostra community, abbiamo pensato di creare un format per raccontare la bellezza dell’Italia ispirandoci a Italo Calvino. Con “Lezioni Italiane” Daniele incontra virtualmente uno o più cantautori di ogni regione d’Italia per dare loro voce in un momento difficile come quello attuale. O ancora, in occasione della Giornata Mondiale dedicata al Teatro è stato messo online gratuitamente un cortometraggio realizzato con Michele Placido. Centodieci vuol essere un punto di riferimento di empowerment personale e collettivo. Questo è stato il nostro piccolo contributo e supporto al mondo artistico paralizzato dalla pandemia.