Conversazione con Andrea Sartori— Lettura in 8 Min

Casa Vinicola Sartori – tecniche e tradizione vinicola che si tramandano da secoli

Conversazione con Andrea Sartori — Lettura in 8 Min

Casa Vinicola Sartori – tecniche e tradizione vinicola che si tramandano da secoli

Si dice che un pasto senza vino sia come un giorno senza sole. Ma perché il sole brilli sulle tavole d’Italia, occorrono grandi imprenditori del vino come Andrea Sartori, presidente della Casa Vinicola Sartori, che da ben quattro generazioni produce tra i vini più apprezzati e riconosciuti della Valpollicella. E che qui ci racconta gli strumenti digitali usati per conquistare il mercato estero e i progetti futuri della Casa Vinicola, orientati alla sostenibilità ambientale e all’innovazione.

La conversazione ha luogo nella dimora di famiglia a Negrar, dove il bisnonno Pietro Sartori acquistò la sua prima vigna nel 1898 insediandosi così in Valpollicella. La Villa coi suoi cinque ettari di parco è infatti il luogo dove sono cresciute la famiglia e l’azienda Sartori, fiore all’occhiello della produzione vinicola veronese.

Si dice che un pasto senza vino sia come un giorno senza sole. Ma perché il sole brilli sulle tavole d’Italia, occorrono grandi imprenditori del vino come Andrea Sartori, presidente della Casa Vinicola Sartori, che da ben quattro generazioni produce tra i vini più apprezzati e riconosciuti della Valpollicella. E che qui ci racconta gli strumenti digitali usati per conquistare il mercato estero e i progetti futuri della Casa Vinicola, orientati alla sostenibilità ambientale e all’innovazione.

La conversazione ha luogo nella dimora di famiglia a Negrar, dove il bisnonno Pietro Sartori acquistò la sua prima vigna nel 1898 insediandosi così in Valpollicella. La Villa coi suoi cinque ettari di parco è infatti il luogo dove sono cresciute la famiglia e l’azienda Sartori, fiore all’occhiello della produzione vinicola veronese.

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Presidente Sartori, non poteva che presentarsi presentando anche i suoi antenati…

Mio bisnonno era proprietario di una locanda molto frequentata alle porte di Verona. Pertanto, per non far mancare mai il buon vino in tavola, acquistò la sua prima vigna nella zona di Negrar e in seguito l’intero complesso Noris a Santa Maria di Negrar. Da allora le generazioni si sono susseguite… In famiglia abbiamo personalità molto diverse ma ciò che ci contraddistingue è la ricerca di genuinità nei nostri prodotti, marchio di fabbrica della Cantina da centovent’anni a questa parte.

Quali sono i vini che trattate, oltre al conosciutissimo Valpolicella?

 Casa Vinicola Sartori ha investito sui classici veronesi: Valpolicella appunto, ma anche Soave, Bardolino, Chiaretto, reinterpretati in chiave elegante e personalizzata. A noi dà soddisfazione entrare in contatto con la natura tanto amata della terra veronese, queste colline famose in tutto il mondo, delimitate dal fiume Adige e dai colli di Soave. Qui le tecniche e la tradizione vinicola si tramandano da secoli…

Si tratta di prodotti iconici del “Made in Italy” rinomati in tutto il mondo.

In una bottiglia di vino non si ritrova solo la qualità e il territorio, ma anche il sapore della tradizione e della passione della famiglia Sartori che, generazione dopo generazione, si dedica all’arte vitivinicola. Tutto questo si nota dai dettagli: ad esempio dal logo dorato scelto per rappresentarci e che ritrae Cangrande della Scala, tra gli esponenti più amati e celebrati della famosa dinastia scaligera, menzionato persino nella Divina Commedia di Dante Alighieri. La nostra famiglia deve molto a Verona, alla sua bellezza, alla sua eleganza, alla sua unicità. Voglio ricordare che Verona è la tra le città più visitata in Italia.

Che ne pensa della produzione vinicola italiana?

L’Italia si conferma tra i leader mondiale per quanto riguarda la produzione di vino, e il Veneto è la prima regione italiana. Verona e le sue colline sono il fiore all’occhiello del nostro Paese, dal punto di vista della produttività e della qualità del prodotto.

L’Italia è tra i principali esportatori mondiali di vino. Che presenza avete all’estero?

All’estero siamo molto forti. Negli ultimi anni c’è stato un incremento delle esportazioni che arriva anche sino all’70% della produzione totale. Siamo presenti in circa sessantacinque mercati esteri: da quelli storici europei, al Nord America sino all’Asia.

Quali sono i grandi mercati dei vini italiani?

Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania e qualche mercato in forte crescita come Danimarca e Svezia. Aggiungo poi la Svizzera, dove il nostro Amarone, in particolare, è fortemente apprezzato.

Con l’Amarone avete ricevuto importanti premi.

Siamo molto orgogliosi del nostro Amarone della Valpolicella Classico Corte Brà, che porta il nome del nostro primo vigneto e che ha raggiunto lo status di Riserva vincendo diversi contesti internazionali. Devo dire che in contesti internazionali i nostri vini vengono sempre notati, in quanto vini pregiati e adatti a essere accompagnati a tutte le specialità gastronomiche (non solo quelle tipiche del nostro territorio).

Come gestite le vendite?

Ci affidiamo da un lato alla grande distribuzione, dall’altro, allo scopo di consolidare e potenziare il mercato estero, partecipiamo alle più importanti fiere di settore, con risultati molto positivi. La nostra distribuzione è differenziata tra grande distribuzione e HoReCa. I mercati sono seguiti dalla nostra forza vendite ma, come detto prima, partecipiamo anche alle più importanti fiere di settore per consolidare e potenziare i mercati.

Presidente Sartori, non poteva che presentarsi presentando anche i suoi antenati…

Mio bisnonno era proprietario di una locanda molto frequentata alle porte di Verona. Pertanto, per non far mancare mai il buon vino in tavola, acquistò la sua prima vigna nella zona di Negrar e in seguito l’intero complesso Noris a Santa Maria di Negrar. Da allora le generazioni si sono susseguite… In famiglia abbiamo personalità molto diverse ma ciò che ci contraddistingue è la ricerca di genuinità nei nostri prodotti, marchio di fabbrica della Cantina da centovent’anni a questa parte.

Quali sono i vini che trattate, oltre al conosciutissimo Valpolicella?

Casa Vinicola Sartori ha investito sui classici veronesi: Valpolicella appunto, ma anche Soave, Bardolino, Chiaretto, reinterpretati in chiave elegante e personalizzata. A noi dà soddisfazione entrare in contatto con la natura tanto amata della terra veronese, queste colline famose in tutto il mondo, delimitate dal fiume Adige e dai colli di Soave. Qui le tecniche e la tradizione vinicola si tramandano da secoli…

Si tratta di prodotti iconici del “Made in Italy” rinomati in tutto il mondo.

In una bottiglia di vino non si ritrova solo la qualità e il territorio, ma anche il sapore della tradizione e della passione della famiglia Sartori che, generazione dopo generazione, si dedica all’arte vitivinicola. Tutto questo si nota dai dettagli: ad esempio dal logo dorato scelto per rappresentarci e che ritrae Cangrande della Scala, tra gli esponenti più amati e celebrati della famosa dinastia scaligera, menzionato persino nella Divina Commedia di Dante Alighieri. La nostra famiglia deve molto a Verona, alla sua bellezza, alla sua eleganza, alla sua unicità. Voglio ricordare che Verona è la tra le città più visitata in Italia.

Che ne pensa della produzione vinicola italiana?

L’Italia si conferma tra i leader mondiale per quanto riguarda la produzione di vino, e il Veneto è la prima regione italiana. Verona e le sue colline sono il fiore all’occhiello del nostro Paese, dal punto di vista della produttività e della qualità del prodotto.

L’Italia è tra i principali esportatori mondiali di vino. Che presenza avete all’estero?

All’estero siamo molto forti. Negli ultimi anni c’è stato un incremento delle esportazioni che arriva anche sino all’70% della produzione totale. Siamo presenti in circa sessantacinque mercati esteri: da quelli storici europei, al Nord America sino all’Asia.

Quali sono i grandi mercati dei vini italiani?

Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania e qualche mercato in forte crescita come Danimarca e Svezia. Aggiungo poi la Svizzera, dove il nostro Amarone, in particolare, è fortemente apprezzato.

Con l’Amarone avete ricevuto importanti premi.

Siamo molto orgogliosi del nostro Amarone della Valpolicella Classico Corte Brà, che porta il nome del nostro primo vigneto e che ha raggiunto lo status di Riserva vincendo diversi contesti internazionali. Devo dire che in contesti internazionali i nostri vini vengono sempre notati, in quanto vini pregiati e adatti a essere accompagnati a tutte le specialità gastronomiche (non solo quelle tipiche del nostro territorio).

Come gestite le vendite?

Ci affidiamo da un lato alla grande distribuzione, dall’altro, allo scopo di consolidare e potenziare il mercato estero, partecipiamo alle più importanti fiere di settore, con risultati molto positivi. La nostra distribuzione è differenziata tra grande distribuzione e HoReCa. I mercati sono seguiti dalla nostra forza vendite ma, come detto prima, partecipiamo anche alle più importanti fiere di settore per consolidare e potenziare i mercati.

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E come avete affrontato l’assenza di eventi in quest’ultimo periodo segnato dal Covid-19?

Abbiamo attuato una strategia diversa, e ci siamo ovviamente affidati al digitale.

Che rapporto avete con il digitale?

Credo sia indispensabile al giorno d’oggi, indipendentemente dalla crisi pandemica attuale. Il digitale è davvero un mondo a sé, e noi digital adopted non lo dobbiamo temere, ma al contrario cercare di capirne le potenzialità intrinseche.

È difficile vendere vino, soprattutto se di qualità, online?

Beh, se mi reco in una cantina prima di tutto posso assaggiare il vino che acquisto. In più ho un rapporto diretto con chi lo vende, magari una persona che si è occupata da vicino della sua produzione… Insomma, si instaura un rapporto umano oltre che sensoriale. Online l’esperienza è diversa, non si può proprio paragonare.

Com’è stata la collaborazione con Natural index Group?

È stata importante per la ristrutturazione del sito, al fine di renderlo maggiormente fruibile e ottimizzato per i motori di ricerca, Google in primis. Tale lavoro ha coinvolto anche la nostra software house, per la gestione dei contenuti, il perfezionamento della UX e lo sviluppo di un sito responsive.

Perché avete scelto di non avere un e-commerce interno al sito?

Il boom dell’e-commerce di vino in Italia è stato uno dei fenomeni accelerati dal Covid-19, ma rimane ancora un mercato molto marginale: appena al 3% di un mercato da 6,6 miliardi (+171%). In Italia lavoriamo con la GDO, però per raggiungere il mercato estero ci affidiamo a quelle piattaforme online che continuano a crescere, e a ricevere finanziamenti, come ad esempio Tannico e Winelivery . In fondo i portali di vino sono anche strumenti di comunicazione, capaci di connettere produttori che vogliono farsi conoscere e consumatori che cercano novità, e anche spazi digitali di formazione, con diverse proposte di corsi di degustazione, di cultura sul vino, di abbinamento al cibo.

Quanto conta, online, il prezzo?

Online il prezzo è fondamentale, una delle poche “esche” per attrarre il cliente. Credo però che l’e-commerce non debba essere il core-business ma solo uno dei modi con cui entrare in contratto con i clienti. Le statistiche sulla provenienza degli utenti che arrivano sul nostro sito evidenziano che la lead generation in termini di traffico assoluto derivante dai portali dove siamo presenti non è trascurabile. Il nostro sito è la nostra principale vetrina. Non c’è nessun competitor li. Abbiamo il dovere di essere chiari, comunicare bene e cercare di catturare l’utente.

Quali sono i progetti della Cantina Sartori per i prossimi anni?

Prima di tutto, progetti mirati ed efficaci che vadano nella direzione della sostenibilità e dell’innovazione, ovviamente salvaguardando l’unicità, lo stretto legame con il territorio e la competitività dei nostri prodotti Made in Italy. Crediamo che sia la scelta giusta da fare: come è emerso in questi ultimi mesi, l’agroalimentare si è rivelato un settore strategico per il nostro Paese.

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Mi può fare un esempio di progetto innovativo in cantiere?

Per esempio abbiamo installato pannelli fotovoltaici sul tetto del magazzino mentre è in atto un progetto di illuminazione a led per il risparmio energetico. Ma non solo. I nostri terreni accusano il cambiamento climatico. Gelate primaverili, grandinate, eventi metereologici estremi….tutto questo mette a dura prova la resilienza del nostro territorio. Il nostro sistema di allevamento a pergola veronese, dove i grappoli maturano sotto al manto fogliare, al riparo dal sole che oramai è sempre più forte e rischia di scottare le uve, ci permette di tutelare le coltivazioni. A questo si aggiungono i lavori di ristrutturazione della sede storica, con il conseguente miglioramento dell’isolamento termico della struttura di produzione. Con l’occasione è prevista anche l’apertura, proprio qui a Villa Maria, di un nuovo Wine Shop, che rappresenterà un vero e proprio luogo di incontro e cultura enologica.

Devo dire è Villa Sartori è un’ottima location per una degustazione.

Allora deve tornare a trovarci.